Inaugurazione Anno Giudiziario

Pubblico qui in allegato alcuni degli interventi proposti durante la Cerimonia inaugurale dell’Anno Giudiziario del distretto della Corte di Appello di Perugia, tenutasi il 27 gennaio 2018 presso l’Aula Goretti della stessa Corte di Appello, presieduta dal Presidente dott. Mario Vincenzo D’Aprile. Segue una breve presentazione introduttiva: «Saluto, innanzitutto, dando loro il benvenuto, i rappresentanti del Consiglio Superiore della Magistratura, Consigliere Dott. Nicola Clivio, e del Ministero della Giustizia, Dott.ssa Giovanna Ciardi, Direttore Generale degli affari giuridici e legali del Dipartimento per gli affari di giustizia; saluto e ringrazio le Autorità e tutti i presenti per la partecipazione a questa cerimonia. Un saluto e un ringraziamento particolare rivolgo ai magistrati, togati ed onorari, e al personale amministrativo dell’intero distretto, i quali tutti hanno continuato a prodigarsi per il buon andamento del servizio, nonostante le insufficienze degli organici e le altre difficoltà che quotidianamente ci hanno accompagnato nell’anno giudiziario trascorso. Ai magistrati onorari, in questo periodo impegnati a far valere comprensibili rivendicazioni, oltre al saluto, va il mio riconoscimento per il contributo, essenziale ed irrinunciabile, che quotidianamente offrono al funzionamento dei nostri uffici. Saluto ed esprimo sentimenti di massima stima nei confronti dell’avvocatura del distretto, che, con spirito di leale collaborazione, ha sempre manifestato comprensione per le criticità degli uffici e, spesso, ha anche offerto concreto supporto nel sostenere i servizi in maggiore difficoltà. Un particolare saluto e ringraziamento va ai componenti del Consiglio Giudiziario del distretto, togati e “laici”, i quali tutti hanno continuato ad offrire, anche nello scorso anno, un qualificato contributo di competenza e di equilibrio nella decisione delle delicate questioni che spesso siamo chiamati ad affrontare in quella sede».

Relazione sull’Amministrazione della Giustizia in Umbria, del Presidente della Corte di Appello di Perugia, dott. Mario Vincenzo D’Aprile. Download.

Intervento del Presidente della Corte di Appello di Perugia, dott. Mario Vincenzo D’Aprile. Download.

Intervento del rappresentante del Consiglio Superiore della Magistratura. Consigliere dott. Nicola Clivio. Download.

Intervento del Procuratore Generale, dott. Fausto Cardella. Download.

Diritto di voto

Propongo, in particolare ai miei studenti, la registrazione video del dibattito dal titolo “Il popolo degli astenuti”, organizzato da Fondazione Magna Carta e registrato a Roma da Radio Radicale mercoledì 24 gennaio 2018. Si è discusso sull’astensionismo dal voto, in particolare sullo sfondo delle prossime elezioni politiche, le stesse che, almeno in una democrazia, investono potenzialmente quel cosiddetto elettorato attivo e passivo, appunto, in elezioni libere, pluralistiche e ricorrenti. Tanto per rammentare: libere, da qualsiasi forma di condizionamento; pluralistiche, dove prendono posto nella competizione elettorale più schieramenti di orientamento politico diverso; ricorrenti, vale a dire con cadenza periodica stabilita per legge.



Sul fine vita

Fasi conclusive del processo in corso dinanzi la Corte di Assise del Tribunale di Milano, contro Marco Cappato, accusato di aiuto al suicidio per aver accompagnato Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo, in una clinica svizzera dove ha avuto la possibilità di decidere sul proprio fine vita. Ebbene, anche se, a mio modesto avviso, ci sono tutti gli elementi per una assoluzione con formula ampia, come ho già avuto modo di scrivere in precedenti interventi, tuttavia, resta il fatto che la norma incriminatrice, stabilita con l’articolo 580 del Codice penale (Istigazione o aiuto al suicidio), è assai seria: «Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima». L’udienza qui pubblicata, videoregistrata da Radio Radicale, si riferisce a mercoledì 17 gennaio 2018, requisitoria dei pubblici ministeri e discussione difensiva. Rinvio all’udienza del 14 febbraio 2018 per la pronuncia della Sentenza.