Pio La Torre

Rai Storia. Il 30 aprile 1982 viene assassinato a Palermo Pio La Torre. Si era battuto per l’approvazione della legge che introduceva il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni ai mafiosi. La Legge 13 settembre 1982, n. 646 (Disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale ed integrazioni alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57 e 31 maggio 1965, n. 575. Istituzione di una commissione parlamentare sul fenomeno della mafia), entrerà in vigore solo dopo la sua morte.

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Ciro Cirillo

Rai Storia. Il 27 aprile 1981 a Torre del Greco in provincia di Napoli, le Brigate Rosse sequestrano Ciro Cirillo (1921-2017), assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici della regione Campania. La liberazione avvenne in seguito ad una trattativa con i terroristi, la quale fu subito al centro di dure polemiche poiché in molti sostennero che a fare da mediatore sia stato il boss Raffaele Cutolo.

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Danni da vaccinazione

La Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi con riguardo al giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”, promosso dalla Corte d’Appello di Milano, Sezione Lavoro, con Ordinanza del 20 luglio 2016.

In particolare, la Corte d’Appello di Milano, ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale nella parte in cui la norma sopra richiamata non prevede che il diritto all’indennizzo «spetti anche ai soggetti che abbiano subito lesioni e/o infermità, da cui siano derivati danni irreversibili all’integrità psico-fisica, per essere stati sottoposti a vaccinazione non obbligatoria, ma raccomandata, antinfluenzale».

Con alcuni richiami a decisioni precedenti, la Corte Costituzionale ha rimarcato che: «Per quanto concerne più direttamente le vaccinazioni raccomandate, in presenza di diffuse e reiterate campagne di comunicazione a favore dei trattamenti vaccinali, è naturale che si sviluppi un affidamento nei confronti di quanto consigliato dalle autorità sanitarie e ciò rende la scelta individuale di aderire alla raccomandazione di per sé obiettivamente votata alla salvaguardia anche dell’interesse collettivo, al di là delle particolari motivazioni che muovono i singoli».

Perciò, proseguono i giudici delle leggi, la ragione determinante del diritto all’indennizzo «non deriva dall’essersi sottoposti a un trattamento obbligatorio, in quanto tale; essa risiede piuttosto nelle esigenze di solidarietà sociale che si impongono alla collettività, laddove il singolo subisca conseguenze negative per la propria integrità psico-fisica derivanti da un trattamento sanitario (obbligatorio o raccomandato) effettuato anche nell’interesse della collettività.

Per questo, la mancata previsione del diritto all’indennizzo in caso di patologie irreversibili derivanti da determinate vaccinazioni raccomandate si risolve in una lesione degli artt. 2, 3 e 32 Cost., perché le esigenze di solidarietà sociale e di tutela della salute del singolo richiedono che sia la collettività ad accollarsi l’onere del pregiudizio individuale, mentre sarebbe ingiusto consentire che siano i singoli danneggiati a sopportare il costo del beneficio anche collettivo» (cfr. Corte Costituzionale, Sentenza 268/17, decisione del 22/11/2017, deposito del 14/12/2017, pubblicazione in G. U. 20/12/2017).