Il potere

Rai Storia ricorda “Hitler e la notte dei lunghi coltelli” (30.06.1934), ovvero l’eliminazione degli oppositori politici in seno al Partito Nazionalsocialista, nonché dei vertici delle S.A. (Squadre d’Assalto). Un evento da cui trarre spunto per una tesi sul potere e sulla propaganda.

Identità moderna

Özgen Kolasin ha presentato il suo ultimo libro dal titolo: “L’identità moderna e le sue origini”. Evento organizzato presso l’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Perugia (27.06.2018). Un libro che muove «dall’idea che esista una interconnessione fra le culture delle varie civiltà e che non vi è nessun concetto che possa vivere isolatamente. Così, la storia del mondo si lega alla storia delle idee, generando intrecci ancora oggi non del tutto esplorati. È a questo livello che diventa rilevante l’esercizio di uno sguardo sociologico in grado di esplicitare quello che è lo sfondo comune delle scienze umane e sociali. In effetti, solo l’apporto di una riflessione sociologica può unire discipline apparentemente lontane. In questa direzione, va inquadrato e letto il grande fenomeno del passaggio dal politeismo al monoteismo…». Dove acquistarlo →

Cultura e social

Alla cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in “Comunicazione e Culture dei Media” a Umberto Eco (1932-2016), avvenuta a Torino nel 2015, l’illustre scrittore tra l’altro disse: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel». Ciò premesso, credo che una riflessione nel merito sia altrettanto opportuna, nel senso che se da un lato l’osservazione in esame non sia del tutto priva di fondamento, da altro, a mio modesto parere, quando i social network non esistevano, gli imbecilli che si sono fatti influenzare da certe propagande c’erano lo stesso. Basti pensare a come due grandi regimi europei che ci hanno accompagnati alla seconda guerra mondiale sono divenuti tali grazie a degli imbecilli che ne hanno avallato le idee, creando di fatto dei mostri. Fonte video: Repubblica TV.

Mario Amato

Il 23 giugno 1980 i NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) uccidono Mario Amato, sostituto procuratore della Repubblica di Roma. Chiamato a riprendere le indagini sui gruppi della destra eversiva, dopo l’omicidio del collega Vittorio Occorsio, Amato scopre i legami tra i Nar e la Banda della Magliana (fonte video: Rai Storia). Circa tre mesi prima Mario Amato descriverà il delicato scenario del momento e le gravi carenze dell’ufficio rispetto alla gestione di un fenomeno pericoloso e in evoluzione: «La mia attività riguarda la conduzione di circa 600 processi per i reati più vari e, inoltre, mi vengono delegati tutti quelli aventi attinenza con il terrorismo nero. A tal ultimo proposito per ciò che concerne il problema dell’organizzazione, dell’ufficio, devo dire in modo forse brutale, che non esiste la benché minima organizzazione e che la dirigenza dell’ufficio fa acqua sotto tutti i punti di vista […] Come esempio posso citare quello della famosa banca dei dati, che tutti coloro che si occupano di terrorismo dicono da anni che è indispensabile. Ebbene non se ne è mai fatto niente» (cfr. Atti di archivio del Consiglio Superiore della Magistratura).

Relazione al Parlamento

Presentazione della Seconda Relazione al Parlamento del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Evento organizzato da: Garante Nazionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Roma 15 giugno 2018, registrazione video a cura di Radio Radicale.