Incertezza della norma

incertezza della normaCome ultimo post dell’anno in corso, ormai giunto al termine, propongo una riflessione su cui è tornata la Suprema Corte di Cassazione, richiamando decisioni precedenti, in tema di «incertezza normativa oggettiva», vale a dire quella «situazione giuridica oggettiva, che si crea nella normazione per effetto dell’azione di tutti i formanti del diritto, tra cui in primo luogo, ma non esclusivamente, la produzione normativa, e che è caratterizzata dall’impossibilità, esistente in sé ed accertata dal giudice, d’individuare con sicurezza ed univocamente, al termine di un procedimento interpretativo metodicamente corretto, la norma giuridica sotto la quale effettuare la sussunzione di un caso di specie ultima o, se si tratta del giudice di legittimità, del fatto di genere già categorizzato dal giudice di merito». Sicché, l’incertezza normativa oggettiva «non ha il suo fondamento nell’ignoranza giustificata, ma nell’impossibilità, abbandonato lo stato d’ignoranza, di pervenire comunque allo stato di conoscenza sicura della norma giuridica tributaria». Perciò: «trattandosi di un’esimente prevista dalla legge a favore del contribuente, l’onere di allegare la ricorrenza di siffatti elementi di confusione, qualora effettivamente esistenti, grava sul contribuente secondo le regole generali in materia di onere della prova» (cfr. Sezione V Civile, Sentenza n. 32436/2018).

Stragi di mafia

Antonio Ingroia e le stragi di mafia. Oggi avvocato, invita a qualche riflessione nel merito del processo in corso a Reggio Calabria, riguardo alcuni fatti criminosi ancora avvolti nel più fitto mistero riconducibili alla cosiddetta “Ndrangheta stragista”. L’ex magistrato pone l’accento sul discutibile disinteresse da parte dei media a tale processo.