Elezioni europee

elezioni europeeIl risultato di queste elezioni europee ha prevedibilmente stravolto quello di cinque anni fa, almeno per quanto riguarda i primi cinque partiti che hanno ottenuto più consensi. E, a mio avviso, è giusto che sia così, anzi, per fortuna, nel senso che in una democrazia è così che funziona, ovvero il candidato – per esemplificare qui inteso come partito o movimento – si auto-promuove attraverso la presentazione e divulgazione di proprie idee e programmi, nonché altro che ritiene opportuno; e l’elettore sceglie. E già da questo punto di vista c’è poco da aggiungere. Tuttavia, credo che un dato non vada sottostimato in queste prime fasi di comprensibile enfasi, e cioè a dire che la competizione di cinque anni fa vedeva al primo posto chi oggi si è posizionato secondo, con all’epoca una percentuale di consensi perfino superiore rispetto a quella ottenuta dal primo partito di oggi. Perciò, se da un lato tale dato non necessariamente assume chissà quale significato, visto che non sempre la storia si ripete, soprattutto se il buon osservatore cerca di imparare anche dagli errori altrui, dall’altro, se l’osservatore dovesse distrarsi allora sì, che la storia si ripete. Nel senso che quel grande consenso avuto la scorsa competizione elettorale da parte di chi oggi si è posizionato come secondo, non è che poi gli abbia portato tanto bene; ovvero, a mio modesto avviso, il concetto per cui il potere logorerebbe chi non lo ha – almeno questa è più o meno la frase attribuita ad un noto personaggio politico di quella che oggi viene ricordata come “Prima Repubblica” –, dalla cosiddetta “Seconda Repubblica” in poi a me pare che il potere abbia invece logorato tanti di coloro che lo hanno raggiunto, ma progressivamente perduto, anche in fretta, grazie ad una certo discutibile modo di comprendere il proprio ruolo istituzionale e gli interessi della collettività, che poi è quella che democraticamente sceglie da chi farsi rappresentare. Ebbene, ora, mi permetto di chiosare, tutto è vedere come i grandi numeri conquistati in queste elezioni europee trovino eventualmente spazio nell’ambito dell’azione di governo nazionale – quello in essere o se del caso attraverso elezioni politiche anticipate –, contestualmente, o dopodiché, vedere se le intelligenze, il buon senso e l’interesse generale per il Paese rispetto alle esigenze degli italiani, prevalgano su altro.