Si chiamavano buttafuori

Con riguardo ai requisiti morali dell’addetto alla sicurezza, va premesso che il termine buttafuori già la dice lunga. Infatti, se da un lato sembra assumere un significato al limite della provocazione, da altro rappresenta una realtà tutt’altro da sottovalutare, tanto è che la moderna definizione di tale figura professionale è assai più articolata. Mi riferisco al “personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, anche a tutela dell’incolumità dei presenti”. Ebbene, questa è la definizione data dal legislatore a chi un tempo, i buttafuori, appunto, operava all’interno delle note discoteche o locali notturni più in generale presenti nel nostro Paese.

Diciamo pure un passaggio tutt’altro che indolore per gli addetti ai lavori, specie quelli di vecchia generazione, che sono passati da un titolo breve e soprattutto discutibile riguardo al significato letterale e pratico (il buttafuori), ad uno più tecnicistico e particolareggiato dal punto di vista operativo ma anche culturale. Già, perché non tutti questi addetti ai lavori, ancora oggi, a distanza di qualche anno dalla sua emanazione, vedono di buon occhio quanto dispone l’articolo 3, comma 7, della Legge 15 luglio 2009, n. 94, riguardo la suddetta figura professionale introdotta dalla citata disposizione normativa. Figura che, di fatto, e per certi versi, ha mandato, anzi, dovrebbe aver mandato in soffitta i cosiddetti buttafuori, perlomeno intesi dal punto di vista delle mansioni loro affidate e stabilite oggi dalla novella richiamata e altre disposizioni di attuazione. Continue reading “Si chiamavano buttafuori”

Cittadinanza allo straniero

Cittadinanza conferita allo straniero. È stato dichiarato incostituzionale l’art. 10 della Legge 5 febbraio 1992, n. 91 (Nuove norme sulla cittadinanza), nella parte in cui non prevede che lo straniero richiedente la cittadinanza sia esonerato dal giuramento se il medesimo verte in grave e accertata condizione di disabilità. Infatti, l’attuale disposizione normativa così stabilisce: «Il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato». In questo contesto, secondo i giudici delle leggi, sono violati gli artt. 2 «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» e 3, secondo comma «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese», della Carta costituzionale.

Ebbene, si legge tra l’altro nella sentenza: «l’impossibilità di prestare giuramento costituirebbe infatti un significativo ostacolo, che impedirebbe di fatto la piena libertà ed eguaglianza del disabile affetto da infermità psichica. Sussisterebbe, quindi, una disparità di trattamento tra individui sani, in grado di prestare giuramento, e quanti sani non siano in quanto affetti da disabilità e che, per effetto della mancata prestazione del giuramento, non possono acquistare lo status civitatis».

Tuttavia: «il giuramento tradurrebbe un impegno morale ed una partecipazione consapevole alla comunità statuale da parte del dichiarante: l’assunzione dello status di cittadino implicherebbe un’adesione consapevole e cosciente all’esercizio dei diritti e all’adempimento dei doveri. La natura personalissima del giuramento comporterebbe che la cittadinanza non potrebbe essere acquisita da colui il quale difetta della naturale capacità di comprendere le conseguenze giuridiche e morali del giuramento, e il significato che tale atto assume di fronte alla collettività». Continue reading “Cittadinanza allo straniero”