Processo sul fine vita

sul fine vitaProcesso sul fine vita. Fasi conclusive del processo in corso dinanzi la Corte di Assise del Tribunale di Milano, contro Marco Cappato, accusato di aiuto al suicidio per aver accompagnato Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo, in una clinica svizzera dove ha avuto la possibilità di decidere sul proprio fine vita. Ebbene, anche se, a mio modesto avviso, ci sono tutti gli elementi per una assoluzione con formula ampia, come ho già avuto modo di scrivere in precedenti interventi, tuttavia, resta il fatto che la norma incriminatrice, stabilita con l’articolo 580 del Codice penale (Istigazione o aiuto al suicidio), è assai seria: «Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima». L’udienza qui pubblicata, videoregistrata da Radio Radicale, si riferisce a mercoledì 17 gennaio 2018, requisitoria dei pubblici ministeri e discussione difensiva. Rinvio all’udienza del 14 febbraio 2018 per la pronuncia della Sentenza. In ogni caso, pare opportuno ricordare il disposto di cui l’articolo 32 della Costituzione, secondo il quale: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.