Luciano Leggio

Correva l’anno 1989. Enzo Biagi (1920-2007) intervista Luciano Leggio (1925-1993) – detto Liggio a causa di un errore di trascrizione commesso nel primo verbale del suo arresto –, colui che al Maxiprocesso alla mafia (1986-1987), secondo alcuni nel tentativo di screditare il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta (1928-2000), parlò del “Golpe Borghese” (1970), ovvero del tentato colpo di Stato in Italia.

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La deposizione di Luciano Leggio al Maxiprocesso alla mafia, a suo dire con riguardo all’unico contatto avuto con Tommaso Buscetta relativamente al colpo di stato in Italia.

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Buscetta e Calò

Maxiprocesso alla mafia (1986). Alcuni passaggi più significativi del confronto, innanzi alla Corte di Assise di Palermo, fra Tommaso Buscetta e Pippo Calò. Quest’ultimo cercò più volte di screditare Buscetta facendo riferimento a colloqui avuti con il fratello del collaboratore, a suo dire amico, ma tali tentativi non solo non produssero effetti, ma addirittura furono numerosi i momenti in cui Calò non seppe replicare a Buscetta.

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Michele Greco

Alcuni passaggi più significativi della deposizione di Michele Greco (1924-2008) al maxiprocesso alla mafia (1986-87). In particolare, l’11 novembre 1987, durante l’ultima udienza, poco prima che la Corte si ritirasse in camera di consiglio, Michele Greco rivolge un augurio, da molti definito inquietante, al Presidente.

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