Sequestro dei veicoli

L’argomento oggi in esame riguarda tutti i casi in cui è previsto il sequestro amministrativo dei veicoli, anche soggetti ad eventuale confisca, derivanti, solo per fare due esempi, sia dalla mancanza di copertura assicurativa, sia dal trasporto abusivo di merci. Ho pensato di proporre il tema del sequestro dei veicoli perché ho contezza di svariate occasioni in cui un soggetto, più o meno incautamente, si mette alla guida di un veicolo non assicurato, di proprietà o avuto in prestito, con le relative sgradevoli conseguenze in caso di controllo su strada da parte degli organi di polizia stradale. Ebbene, il Ministero dell’Interno (Dipartimento Pubblica Sicurezza Servizio Polizia Stradale) ha inteso richiamare le corrette procedure per l’applicazione della «misura cautelare del sequestro amministrativo e della sanzione accessoria del fermo amministrativo», con il principale obiettivo – qui sta il nucleo della questione – di ridurre gli oneri di custodia a carico della Pubblica Amministrazione attraverso l’affidamento in custodia del veicolo al proprietario o al conducente, oppure, in mancanza o in caso di impossibilità o rifiuto, ad altri soggetti obbligati in solido presenti al momento del fermo (usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, utilizzatore in regime di leasing, ecc.); nonché, anche a cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia (cfr. Circolare Prot. n. 300/A/559/19/101/20/21/4, del 21 Gennaio 2019). Da tali rigide disposizioni, credo possa desumersi che se un organo accertatore non dimostri di aver fatto il possibile per evitare l’affidamento di un veicolo ad un custode per professione, cioè autorizzato dal Prefetto, il rischio di risponderne in termini di danno erariale sia ragionevolmente elevato.

Multe e punti patente

Premessa alle norme riguardo al caso oggi trattato, multe e punti patente: art. 180 Codice della strada (Possesso dei documenti di circolazione e di guida) e art. 126 bis Codice della strada (Patente a punti). L’art. 180 C.d.S, tra l’altro, sanziona «Chiunque senza giustificato motivo non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi […] ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice»; mentre l’art. 126 bis C.d.S, tra l’altro, stabilisce che nel caso di mancata identificazione del conducente quale responsabile della violazione «il proprietario del veicolo […] deve fornire all’organo di polizia che procede […] i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione», ma se si omette tale comunicazione, «senza giustificato e documentato motivo», è soggetto a sanzione.

Ebbene, nella vicenda qui in esame, la Corte di Cassazione, confermando le decisioni del merito, ha ritenuto valide le argomentazioni del proprietario di un veicolo il quale, a distanza di tempo, non ha saputo riferire agli organi di Polizia stradale chi fosse alla guida al momento della contestata infrazione al Codice della strada e dunque non vedrà decurtarsi punti dalla patente.

Conclusioni dei giudici di legittimità: «Deve quindi reputarsi che, se resta in ogni caso sanzionabile la condotta di chi semplicemente non ottemperi alla richiesta di comunicazione dei dati personali e della patente del conducente, viceversa laddove la risposta sia stata fornita, ancorché in termini negativi, resta devoluta alla valutazione del giudice di merito la verifica circa l’idoneità delle giustificazioni fornite dall’interessato ad escludere la presunzione di responsabilità che la norma pone a carico del dichiarante. Nel caso di specie il Tribunale, esercitando appunto tale discrezionale potere di apprezzamento in fatto, ha ritenuto di escludere la responsabilità della opponente valorizzando da un lato il decorso del tempo tra la data dell’infrazione contestata e quella della richiesta di informazioni (oltre tre mesi) e, dall’altro, la riferita presenza nel nucleo familiare […] anche di altri soggetti ordinariamente fruitori dell’autovettura, reputando in tal modo giustificata la mancata indicazione del nominativo del conducente» (cfr. Corte di Cassazione, Sezione II Civile, Ordinanza 9555/18; decisa il 27 febbraio 2018; pubblicata il 18 aprile 2018).