Abuso d’ufficio

abuso d'ufficioCommette il reato di abuso d’ufficio il dipendente comunale che non si astiene in presenza di un interesse che lo riguarda. Colpevolezza confermata dalla Cassazione con la sentenza qui in esame. Un dipendente comunale ricorreva per il tramite del proprio difensore rispetto alla condanna lui inflitta convertita nella corrispondente sanzione pecuniaria di 45.000,00 euro, oltre statuizioni in favore del comune costituitosi parte civile, in relazione al reato di abuso d’ufficio per avere omesso di astenersi in presenza di un interesse proprio nella trattazione della pratica avviata dalla di lui consorte, relativa al cambio di destinazione d’uso di un immobile del quale era altresì usufruttuario, così procurandosi un ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nella sanatoria dell’edificio abusivo. Ebbene, il ricorso è stato dichiarato infondato e al limite dell’inammissibilità in quanto, come contestato nel capo d’imputazione, è chiara «la materialità della condotta illecita posta in essere dal prevenuto nell’aver istruito la pratica scaturita dalla già menzionata comunicazione di cambio di destinazione d’uso a firma della moglie, omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio (e del proprio congiunto), laddove la mancata adozione dei provvedimenti del caso è altrettanto chiaramente correlata all’ingiusto vantaggio patrimoniale in tal modo conseguito, appunto per effetto della loro omessa attivazione (onde non ha alcun pregio il tentativo difensivo di retrodatare l’epoca di consumazione del reato, in funzione della declaratoria di prescrizione dello stesso, per effetto del preteso insorgere già in epoca antecedente del dovere di far luogo a tali provvedimenti, così gratuitamente svincolati dal dato centrale della vicenda e della conseguente contestazione di abuso d’ufficio, costituito dalla mancata astensione da parte dell’imputato)» (cfr. Cass. Sez. VI Penale, Sent. 14950/2019).