Contesto sociale

Reati e contesto sociale. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna inflitta ad una persona la quale aveva appellato un uomo come omosessuale. Nel senso che – riassumendo il principio sancito dai giudici –, nell’attuale contesto sociale tale termine non assume più quel carattere negativo che lo ha invece contraddistinto fino al recente passato. Infatti, si legge in sentenza: «oggetto di tutela nel delitto di diffamazione è l’onore in senso oggettivo o esterno e cioè la reputazione del soggetto passivo del reato, da intendersi come il senso della dignità personale in conformità all’opinione del gruppo sociale, secondo il particolare contesto storico». Perciò: «è innanzi tutto da escludere che il termine omosessuale utilizzato dall’imputato abbia conservato nel presente contesto storico un significato intrinsecamente offensivo come, forse, poteva ritenersi in un passato nemmeno tanto remoto. A differenza di altri appellativi che veicolano il medesimo concetto con chiaro intento denigratorio secondo i canoni del linguaggio corrente […] il termine in questione assume infatti un carattere di per sé neutro, limitandosi ad attribuire una qualità personale al soggetto evocato ed è in tal senso entrato nell’uso comune» (cfr. Sezione V Penale, Sentenza n. 50659/2016 del 18.10.2016). Come a dire dell’importanza che assume sia il contesto sociale, sia il momento storico in cui maturano determinati fenomeni.