Sorveglianza speciale

sorveglianza specialeLa misura di prevenzione della sorveglianza speciale e violazione delle prescrizioni. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono pronunciate in merito alla nozione di pubbliche riunioni con riferimento alla prescrizione della sorveglianza speciale. Nel caso in esame, due soggetti erano stati condannati allorché colpevoli di avere violato le prescrizioni contenute nei decreti di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. In particolare era stata loro contestata la violazione della prescrizione di non partecipare a pubbliche riunioni o a manifestazioni di qualsiasi genere, essendo invece stati sorpresi all’interno di un Palasport mentre era in corso un torneo, nonché la prescrizione, anch’essa violata, di «non associarsi a persone che abbiano subito condanne o siano sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza». La Corte territoriale ha perciò ritenuto che il «divieto di partecipare a pubbliche riunioni imposto al sorvegliato speciale è tassativo e riguarda qualsiasi riunione di più persone in un luogo pubblico o aperto al pubblico al quale abbiano facoltà di accesso un numero indeterminato di persone, indipendentemente dal motivo della riunione e dalle modalità con cui gli spettatori sono presenti». Sicché, la questione di diritto per la quale i ricorsi sono stati rimessi alle Sezioni Unite fu così formulata: «Se, ed in quali limiti, la partecipazione del soggetto sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza ad una manifestazione sportiva tenuta in luogo aperto al pubblico risulti fatto punibile, in riferimento al reato di violazione delle prescrizioni imposte al sorvegliato speciale». Ebbene, l’interpretazione data dalle Sezioni Unite «riduce sensibilmente la portata della prescrizione di non partecipare a pubbliche riunioni, escludendo che il divieto riguardi anche le riunioni in luoghi aperti al pubblico, anche se ad esse può partecipare un numero indeterminato di persone», escludendo quindi «le manifestazioni sportive in luoghi aperti al pubblico come stadi o palasport». Tuttavia, questo non comporta un indebolimento della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, poiché la ridotta estensione della prescrizione in esame non incide sulla possibilità, per il giudice che applica la misura di prevenzione, di imporre «tutte le prescrizioni che ravvisi necessarie, avuto riguardo alle esigenze di difesa sociale», e quando ciò sarà giustificato «la prescrizione aggiuntiva potrebbe riguardare anche la partecipazione a riunioni che non sono “pubbliche riunioni” nel significato ristretto che in questa sede è stato attribuito all’espressione». Perciò, conclude la sentenza: «la prescrizione di non partecipare a pubbliche riunioni, che deve essere in ogni caso dettata in sede di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza (…) si riferisce esclusivamente alle riunioni in luogo pubblico» (cfr. Corte di Cassazione, Sez. Unite Penali, Sent. 46595/19; Marzo-Novembre 2019).