La liceità della cartomanzia

liceità della cartomanziaCon la decisione oggi qui brevemente riassunta, il Consiglio di Stato ha ribadito la liceità della cartomanzia nella misura in cui la «prestazione cartomantica viene offerta nella sua reale essenza ed il corrispettivo pattuito conserva un ragionevole equilibrio con la stessa (…); laddove, invece, alla stessa vengano attribuite proprietà prodigiose o taumaturgiche e, facendo leva su di esse, sia richiesto un corrispettivo sproporzionato rispetto alla sua valenza meramente “consolatoria”, potrà dirsi integrata l’ipotesi (vietata) della “ciarlataneria”».

Infatti, come si legge nella sentenza, puntualizzando sulla liceità della cartomanzia: «l’attività divinatoria propria del cartomante (…) può rappresentare un bene “commerciabile”, perché idoneo a rispondere ad una esigenza, per quanto illusoria ed opinabile, meritevole di soddisfacimento e, in quanto tale, suscettibile di generare, in termini mercantili, una corrispondente “domanda”. Tale può essere, appunto, quella di chi cerchi l’alleviamento dei suoi dubbi esistenziali o la rassicurazione delle sue certezze nei “segni” ricavabili, attraverso la mediazione del cartomante, dalla lettura ed interpretazione delle “carte”. Del resto, proprio la complessità del mondo attuale, generatrice di incertezza e smarrimento, fa sì che la cartomanzia, con la sua aspirazione a trovare un ordine invisibile in una realtà frammentata e incoerente, assuma una funzione (non solo non dannosa, ma) anche – socialmente o individualmente – utile, fornendo (o tentando di fornire), a chi non sappia o voglia trovarlo su più affidabili terreni, riparo dalle paure e dalle contraddizioni della modernità».

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Investigatori privati e prova processuale

investigatori privati e prova processualeDopo diverso tempo torno a trattare di investigatori privati e prova processuale, nel senso dell’importanza che può assumere l’attività investigativa in ambito privatistico in relazione all’utilizzo che poi si può fare del rapporto investigativo nel contesto processuale, civile e penale, ma anche con riferimento ad alcune fattispecie riconducibili alla Pubblica Amministrazione. Sicché, il caso oggi in esame ha riguardato due soggetti accusati di atti persecutori, ovvero nell’aver compiuto varie azioni intimidatorie nella fattispecie occupando un’area comune con il loro veicolo e con ingiurie e minacce gravi, anche di morte, aver tentato un investimento e dunque arrecando un grave stato di ansia e paura alla vittima designata, nonché un fondato timore per la propria incolumità.

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Gli insegnamenti di Calamandrei

gli insegnamenti di CalamandreiNon è la prima volta che nei miei scritti tratto degli insegnamenti di Calamandrei, specie se con riferimento alla Costituzione della Repubblica Italiana, perciò, se dovessi essere tacciato per ripetitivo, me ne farò una ragione. Sicuramente una ragione di cui andare fiero visto che torno a proporre ai lettori alcuni passi che Piero Calamandrei (1889­-1956), tanto datati, quanto a mio avviso attuali, ebbe a marcare durante la lunga e travagliata gestazione (1946-47) che portò alla produzione della Carta Costituzionale, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Infatti, credo poter affermare con ragionevole convinzione che trattare degli insegnamenti di Calamandrei sembra come se il tempo non fosse mai trascorso dagli anni della neonata Repubblica ad oggi. Come a dire: rileggere il passato per comprendere il presente, cioè tentare di comprendere perché molti degli attuali problemi politici e sociali più in generale sono ancora senza soluzione e forse anche peggiorati.

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