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Minaccia di un danno ingiusto

minaccia di un danno ingiustoIn questo contributo propongo un caso curioso, non tanto per la fattispecie di reato, minaccia di un danno ingiusto, la cui consumazione è abbastanza ricorrente e sanzionata, ma, a mio avviso, per il comportamento singolare assunto da due imputati poi condannati. Ora, premesso che il dispositivo dell’art. 612 del Codice penale punisce “Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno”, tuttavia, per la sua integrazione non rilevano le modalità utilizzate per porla in essere a condizione che trattasi di un atteggiamento intimidatorio riguardante la sfera morale del destinatario della stessa.

Ebbene, nel caso in esame, due persone al cospetto di un appartenente alle forze di polizia intento ad un controllo su strada, peraltro in uniforme di ordinanza, proferivano l’uno le seguenti parole: “stai attento a quello che fai perché stai solo abusando della divisa che indossi, adesso ti faccio vedere chi sono io”; mentre l’altro: “Tu non sai chi sono io; io sono il sindaco di (omissis) e tu non prendi i documenti da nessuno. Tu non sei in servizio e stai solo facendo abuso della divisa che indossi. Devi vergognarti e se non la smetti di farmi perdere tempo adesso ti arresto; sono nelle possibilità di farti arrestare perché stai abusando della divisa. Riferirò tutto al prefetto (omissis) e al Questore di come ti sei comportato. Stai scherzando col fuoco. Il tuo è un abuso e se non la finisci ti arresto. Arresto te e ho il potere di arrestare altri dieci carabinieri”. (Minaccia di un danno ingiusto). Continua la lettura di Minaccia di un danno ingiusto

Dei diritti e delle libertà individuali

dei diritti e delle libertà individualiA proposito dei diritti e delle libertà individuali, forse non tutto il mondo cattolico condivide le dichiarazione dei giorni scorsi rese da Papa Francesco sul concetto di dare copertura legale alle unioni omosessuali. Come scritto da diverse fonti giornalistiche, una fra tutte il quotidiano “Avvenire”: «Gli omosessuali sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge di convivenza civile. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo». Tuttavia, se si riflette in generale sul concetto dei diritti e delle libertà individuali, l’invito del Pontefice sembra assumere un carattere universale, dunque non necessariamente riferito solo all’Italia.

Ebbene, colgo queste autorevoli parole proponendo oggi una recente decisione della Corte Costituzionale, diffusa attraverso un comunicato stampa ufficiale, su una questione diversa ma in qualche maniera a mio avviso affine. Infatti, il supremo consesso, analizzando l’ordinanza del Tribunale di Venezia in merito alla legge sulle unioni civili e il decreto sugli atti dello stato civile, specie alla «preclusione della formazione di un atto di nascita in cui vengano indicati come genitori due donne tra loro unite civilmente», ha stabilito che «il riconoscimento dello status di genitore alla cosiddetta madre intenzionale – all’interno di un rapporto tra due donne unite civilmente – non risponde a un precetto costituzionale ma comporta una scelta di così alta discrezionalità da essere per ciò stesso riservata al legislatore, quale interprete del sentire della collettività nazionale».

Sicché, con riferimento a temi così eticamente sensibili, i quali, appunto, aggiungo, riguardano da vicino la sfera dei diritti e delle libertà individuali, anche in relazione del mutato contesto sociale, spetta al legislatore «ponderare gli interessi e i valori in gioco, tenendo conto degli orientamenti maggiormente diffusi nel tessuto sociale in un determinato momento storico» e che «la protezione del miglior interesse del minore in simili situazioni – oggi affidata dalla giurisprudenza all’attuale disciplina sull’adozione in casi particolari – può essere assicurata attraverso varie soluzioni, tutte compatibili con la Costituzione, che spetta sempre al legislatore individuare». La sentenza sarà depositata nelle settimane a seguire.