Emergenza sanitaria

emergenza sanitariaIn questo periodo di emergenza sanitaria correlata al Covid-19 si legge ed ascolta un po’ di tutto, tra carta stampata e online, social network, talk show e altre discutibili trasmissioni, specie da quando il Governo ha adottato tutta una serie di restrizioni di movimento delle persone per, appunto, una minore possibilità di trasmissione del virus. Da tal momento, oltre a improvvisati epidemiologi, infettivologi eccetera, si sono aggiunte altre categorie di improbabili esperti adducendo non si comprende bene quali violazioni di carattere costituzionale.

Ora, senza pretesa di esaustività: cosa stabilisce la Costituzione in termini di libertà personale e libera circolazione delle persone? Per esempio, con l’articolo 13 Cost. (La libertà personale è inviolabile), si stabilisce, tra l’altro, che «Non è ammessa (…) qualsiasi altra restrizione della libertà personale». Mentre l’articolo 16 stabilisce che: «Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge».

Ebbene, se da una parte la libertà personale si configura come diritto soggettivo ed è condizione alla base di tutte le altre libertà cui ha diritto l’individuo; dall’altra, essa non solo può, ma deve essere limitata laddove questa vada ad incidere negativamente su altri diritti individuali e collettivi come quello alla salute. E l’emergenza sanitaria di questi giorni ne è a mio avviso un esempio emblematico sia dal punto di vista tecnico, sia pratico, sia giuridico. Perciò, posta la questione su di una scala di valori, in considerazione del bene prioritario giuridicamente protetto e del precetto di cui l’art. 32 della Costituzione, v’è da chiede a lor signori cosa avrebbe più importanza se la libera circolazione delle persone oppure la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Dopodiché c’è anche un altro aspetto aspramente dibattuto in questi giorni, cioè le prerogative dei governi locali che in quanto tali hanno dei limiti, come per esempio quelli cui fa riferimento il dettato dell’art. 120 comma 2 Cost., laddove «Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso», tra l’altro, «di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica».

Tuttavia, pur confidando nel buon senso civico e nel timore sia del contagio quanto delle sanzioni in caso di violazione dei divieti di circolazione imposti, non so’ quanto la cittadinanza, anche quella più onesta e rigorosa, possa resistere a lungo per tali restrizioni. Ed infine, chissà, se questa emergenza sanitaria, nostra disgrazia, non contribuisca ad accentuare le disuguaglianze sociali, allorché, come scrissi in un contributo di qualche anno fa, in ogni situazione umana, dove qualcuno perde, qualcun altro fa affari.

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