Il Governo e la Costituzione

Ripropongo un qualcosa di cui mi sono già occupato tempo fa, ma non male rammentarlo ogni tanto, che riguarda la formazione del Governo e la Costituzione. Molto semplicisticamente, spesso, si sente urlare da più parti che le cose nel nostro Paese non vanno come dovrebbero, e che la responsabilità di ciò risiede nel fatto che gli ultimi governi in carica non sono espressione della volontà popolare, lo stesso popolo sovrano che già da tempo chiede di potersi recare alle urne per eleggere un nuovo governo. Questo è più o meno ciò che, giustappunto, sostengono tali non isolate voci, cioè la possibilità di eleggere un governo rappresentativo della volontà popolare sopra citata.

Ebbene, non ho intenzione commentare questo sentire allargato, mentre mi limito solo a riassumere la questione sulla base delle disposizioni normative: costituzionali, in particolare. E lo faccio sintetizzando il tutto in quattro punti:

1) l’articolo 1, comma 2 della Costituzione stabilisce che: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione», nel senso che tali forme e limiti stanno a significare che i cittadini, con le elezioni, non eleggono i governi, bensì i membri del Parlamento;

2) l’articolo 67 della Costituzione stabilisce inoltre che «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato», questo sta a significare il discutibile ma legittimo saltellio di alcuni parlamentari da un gruppo politico ad altro;

3) l’articolo 92 comma 2 della Costituzione stabilisce che «Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri», letto in combinato disposto con quanto prima scritto, tradotto, significa che in Italia non è mai esistito governo alcuno eletto direttamente dai cittadini, poiché, appena dopo le consultazioni elettorali (oppure una crisi di governo) è dovere del Presidente della Repubblica, uditi i rappresentanti dei gruppi parlamentari, cioè l’espressione della volontà popolare, individuare il soggetto a cui proporre la formazione di un governo che possa raccogliere la fiducia della maggioranza dei parlamentari;

4) infine, tanto per sfatare un altro luogo comune, sempre con specifico riferimento a quanto finora illustrato, il termine premier (ad indicare il capo del governo), tanto utilizzato negli ultimi anni, credo sia usato in maniera impropria nel nostro Paese, poiché, a differenza di altre parti dove il medesimo è scelto direttamente dai cittadini, in Italia, come sopra ricordato, il cittadino non elegge direttamente né il Presidente del Consiglio, né il Presidente della Repubblica.

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