La responsabilità sulle regole

la responsabilità sulle regoleUn titolo un po’ provocatorio quello di questo contributo, come a dire che la responsabilità sulle regole incombe in capo a chi queste regole le produce e far sì che si rispettino, ma soprattutto, aggiungo, mettere tutti nella condizione di rispettarle senza che qualcuno debba ogni volta rammentarlo attraverso le più variegate forme sanzionatorie. Utopia? Probabilmente si. Però un conto è la libertà di ognuno di decidere se rispettare una norma, assumendosi gli oneri conseguenti in caso di violazione, altro è una certa confusione che spesso si viene a creare per i più disparati motivi. Altro ancora è quella sorta di rituale lagnanza tipica di un certo modo di vedere le cose da parte di talune persone. Tanto premesso, l’antefatto del presente mio intervento riguarda una lodevole iniziativa istituzionale che di qui a breve andrò ad illustrare e la responsabilità sulle regole imposte.

Ebbene, credo sia noto a tutti, o comunque a tanti, il prestigio che “Le Frecce Tricolori” conferiscono al nostro Paese in tutto il mondo. Infatti, ogni anno, migliaia di persone, quindi non solo italiani, si affollano in ogni dove per assistere alle acrobatiche esibizioni dei piloti delle Frecce Tricolori, il cui nome ufficiale, in realtà, è “Pattuglia Acrobatica Nazionale”, cioè il gruppo specifico di addestramento dell’Aeronautica Militare Italiana. Ma cosa lega le Frecce Tricolori con la responsabilità sulle regole e l’attuale periodo di pandemia da Covid-19? Come accennato, lo spunto mi è dato dall’iniziativa dell’Aeronautica Militare dal titolo “Abbraccio Tricolore”, ovvero far sorvolare la “Pattuglia Acrobatica Nazionale” nei cieli di tutte le regioni italiane «abbracciando simbolicamente con i fumi tricolori tutta la Nazione, in segno di unità, solidarietà e di ripresa». Perciò, un insieme di plurimi eventi che simbolicamente si concluderanno il 2 giugno «con il sorvolo di Roma in occasione della Festa della Repubblica».

In sintesi, come si legge nella scheda riepilogativa dell’Aeronautica Militare Italiana, un importante e positivo segnale da trasmettere alla cittadinanza «in un momento in cui l’Italia è desiderosa di uscire da un periodo di crisi, nel rispetto delle regole, con responsabilità e attenzione». Ma è quest’ultimo passaggio (nel rispetto delle regole, con responsabilità e attenzione) che mi ha lasciato un po’ perplesso e su cui si inserisce la ratio del mio titolo – ho già significato provocatorio – “la responsabilità sulle regole”. Nel senso che, almeno dalle notizie di cronaca di questi giorni, di rispetto delle regole, di responsabilità e di attenzione, poco o nulla.

Debbo però doverosamente aggiungere che la stessa Aeronautica Militare ha invitato la cittadinanza a godersi «lo spettacolo evitando assembramenti e rispettando le regole, dalle finestre e dai balconi delle nostre case o dai nostri luoghi di lavoro esponendo e sventolando il Tricolore». In teoria tutto perfetto, nobile e lodevole, ma la domanda che vorrei rivolgere a quegli amministratori locali che sono tornati a minacciare di chiudere strade, vie, piazze, eccetera – poiché il passaggio delle Frecce Tricolori ha inevitabilmente provocato assembramenti –, è la seguente: cosa ci si aspettava di diverso? Cioè, in una condizione per cui all’interno del proprio comune e addirittura regione si può liberamente circolare, chiedo: perché un cittadino per assistere al passaggio delle Frecce Tricolori dovrebbe tornare a rinchiudersi in casa dopo due mesi di confinamento coatto? Certo, qualcuno potrebbe rispondere per buon senso. Risposta condivisibile, allora aggiungo: perché quando si parla di buon senso lo stesso debba ricadere sempre e solo in capo al cittadino comune? E ancora, se nel caso di questa brillante iniziativa di buon senso trattasi, allora si è certi che tutte le istituzioni lo abbiano usato?

Ebbene, queste domande a me paiono tanto legittime quanto opportune, anche perché se c’è altro da sapere, allora lo si renda pubblico, altrimenti non ci si dolga, poi, se l’opinione pubblica appare sempre polemica anche difronte ad iniziative meritevoli di lode come quella fin qui ricordata.

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