Legge per il controllo di vicinato

legge per il controllo di vicinatoLa Consulta ha dichiarato costituzionalmente illegittima la legge della Regione Veneto in tema di norme sul riconoscimento e sostegno della funzione sociale per il controllo di vicinato nell’ambito di un sistema di cooperazione interistituzionale integrata per la promozione della sicurezza e della legalità. La norma censurata avrebbe impegnato la Regione a stimolare la collaborazione fra amministrazioni statali, istituzioni locali e società civile «al fine di sostenere processi di partecipazione alle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza urbana ed integrata, di incrementare i livelli di consapevolezza dei cittadini circa le problematiche del territorio e di favorire la coesione sociale e solidale».

In sintesi, tali finalità avrebbero dato luogo al riconoscimento e sostegno del «controllo di vicinato come quella forma di cittadinanza attiva che favorisce lo sviluppo di una cultura di partecipazione al tema della sicurezza urbana ed integrata per il miglioramento della qualità della vita e dei livelli di coesione sociale e territoriale delle comunità», svolgendo, appunto, una «funzione di osservazione, ascolto e monitoraggio, quale contributo funzionale all’attività istituzionale di prevenzione generale e controllo del territorio», ma che tuttavia non avrebbe costituito «oggetto dell’azione di controllo di vicinato l’assunzione di iniziative di intervento per la repressione di reati o di altre condotte a vario titolo sanzionabili, nonché la definizione di iniziative a qualsivoglia titolo incidenti sulla riservatezza delle persone».

Inoltre, la stessa legge regionale avrebbe reso possibile il controllo di vicinato attraverso una «collaborazione tra Enti locali, Forze dell’Ordine, Polizia Locale e con l’organizzazione di gruppi di soggetti residenti nello stesso quartiere o in zone contigue o ivi esercenti attività economiche», che «integrano l’azione dell’amministrazione locale di appartenenza per il miglioramento della vivibilità del territorio e dei livelli di coesione ed inclusione sociale e territoriale». Altresì, la Giunta regionale avrebbe avuto il compito di promuovere «la stipula di accordi o protocolli di intesa per il controllo di vicinato con gli Uffici Territoriali di Governo da parte degli enti locali in materia di tutela dell’ordine e sicurezza pubblica, nei quali vengono definite e regolate le funzioni svolte da soggetti giuridici aventi quale propria finalità principale il controllo di vicinato».

Sicché, secondo costante giurisprudenza di legittimità, sono da considerare costituzionalmente illegittime tutte quelle norme regionali «suscettibili di produrre interferenze, anche solo potenziali, nell’azione di prevenzione e repressione dei reati in senso stretto, considerata attinente al nucleo della “sicurezza primaria” di esclusiva competenza statale» e dunque riservata dalla Costituzione al legislatore statale (cfr. Corte Costituzionale, Sentenza 236/2020).