Whistleblower e accesso agli atti

whistleblower e accesso agli attiWhistleblower e accesso agli atti alla luce dell’art. 54-bis del 30 marzo 2001, n. 165 (Testo Unico sul Pubblico Impiego). Ovvero del dipendente pubblico che segnala una situazione discutibile o compromettente di cui viene a conoscenza nell’ambito lavorativo. Ebbene, se da un lato il pubblico dipendente non può essere destinatario di alcuna sanzione laddove segnali – nell’interesse dell’integrità della Pubblica Amministrazione al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, ovvero all’Autorità Nazionale Anticorruzione, o denuncia all’autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile – condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro; dall’altro, lo stesso, proprio in relazione al suo status, ha diritto di accesso agli atti presso l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione).

Nel caso in esame, un dipendente pubblico aveva impugnato il provvedimento con cui l’ANAC respingeva l’istanza di accesso agli atti dallo stesso avanzata con riferimento alla deliberazione del Consiglio (ANAC) col quale si disponeva l’archiviazione di alcune segnalazioni effettuate dal ricorrente quando era ancora dipendente di un ente locale, nella qualità, appunto, di “Whistleblower”. (Whistleblower e accesso agli atti). Continua la lettura di Whistleblower e accesso agli atti

Minaccia di un danno ingiusto

minaccia di un danno ingiustoIn questo contributo propongo un caso curioso, non tanto per la fattispecie di reato, minaccia di un danno ingiusto, la cui consumazione è abbastanza ricorrente e sanzionata, ma, a mio avviso, per il comportamento singolare assunto da due imputati poi condannati. Ora, premesso che il dispositivo dell’art. 612 del Codice penale punisce “Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno”, tuttavia, per la sua integrazione non rilevano le modalità utilizzate per porla in essere a condizione che trattasi di un atteggiamento intimidatorio riguardante la sfera morale del destinatario della stessa.

Ebbene, nel caso in esame, due persone al cospetto di un appartenente alle forze di polizia intento ad un controllo su strada, peraltro in uniforme di ordinanza, proferivano l’uno le seguenti parole: “stai attento a quello che fai perché stai solo abusando della divisa che indossi, adesso ti faccio vedere chi sono io”; mentre l’altro: “Tu non sai chi sono io; io sono il sindaco di (omissis) e tu non prendi i documenti da nessuno. Tu non sei in servizio e stai solo facendo abuso della divisa che indossi. Devi vergognarti e se non la smetti di farmi perdere tempo adesso ti arresto; sono nelle possibilità di farti arrestare perché stai abusando della divisa. Riferirò tutto al prefetto (omissis) e al Questore di come ti sei comportato. Stai scherzando col fuoco. Il tuo è un abuso e se non la finisci ti arresto. Arresto te e ho il potere di arrestare altri dieci carabinieri”. (Minaccia di un danno ingiusto). Continua la lettura di Minaccia di un danno ingiusto