Come amministrare un condominio

come amministrare un condominioÈ nota e discussa da tempo la questione che lega il concetto su come amministrare un condominio rispetto agli atti gestiti dall’amministratore. Ciò che invece spesso sfugge a molti, riguarda l’obbligo che lo stesso amministratore di condominio ha nel produrre tale documentazione, specie quando i condomini ne facciano esplicita richiesta. Sicché, oggi propongo il sunto di una recente decisione giurisprudenziale attinente proprio alla corretta interpretazione su come amministrare un condominio.

Tanto premesso, il Tribunale adito, pronunciando sull’appello formulato dal condominio, ha riformato la sentenza del Giudice di Pace il quale, accogliendo la domanda di una condomina, aveva condannato il condominio a consegnare all’attrice una lettera di diffida inviata dall’amministratore ad un certo condomino recante diffida al fine di far cessare taluni lavori abusivi che il condomino stava realizzando nelle aree comuni. In breve, per il Tribunale la domanda della condomina era da ritenersi inammissibile giacché “priva di interesse” essendo stata la stessa signora “informata dall’amministratore del contenuto della lettera di diffida”, affermando così il principio per cui non possa ritenersi “giuridicamente rilevante l’interesse ad ottenere la lettera di diffida piuttosto che il contenuto della stessa”.

Ebbene, proposto ricorso per cassazione, i giudici di legittimità chiosano che non può negarsi che «ciascun condomino abbia il diritto non soltanto di conoscere il contenuto, ma anche di prendere visione e di ottenere il rilascio di copia dall’amministratore dei documenti attinenti all’adempimento degli obblighi da questo assunti per la gestione collegiale di interessi individuali», e dunque senza l’onere di specificare le ragioni della richiesta. Tanto è, prosegue la decisione, che l’amministratore di condominio, «come ogni altro soggetto che esercita una gestione o svolge un’attività nell’interesse di altri, ha, invero, il dovere di soggiacere al controllo di questi e, quindi di portare a conoscenza, secondo il principio della buona fede, gli atti posti in essere, per fa conoscere a ciascuno condomino il risultato della propria attività, in quanto influente nella sfera patrimoniale altrui». Del resto, rispetto a come amministrare un condominio, ovvero sull’operato dell’amministratore, nemmeno l’approvazione assembleare esclude la «responsabilità di quest’ultimo verso il singolo condomino che sia stato leso dall’attività e dalle iniziative arbitrarie dello stesso soltanto per le attività di gestione dei beni e dei servizi condominiali, nel caso di mancata tempestiva informazione di atti che abbiano incidenza diretta sul patrimonio del singolo condomino, come nel caso di controversie con altri condomini» (cfr. Corte di Cassazione, Sez. VI Civile, Ordinanza 5443/21).

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