In tema di custodia di animali

in tema di custodia di animaliL’argomento odierno si riferisce ad un evento tutt’altro che isolato, infatti in tema di custodia di animali da parte del detentore presuppone in capo al medesimo la responsabilità in caso l’animale cagioni danni a terzi. Il caso in esame, giustappunto in tema di custodia di animali, ha riguardato un soggetto condannato per il reato di lesioni colpose gravi nei confronti di un ciclomotorista al quale il cane dell’imputato aveva attraversato la strada facendolo cadere rovinosamente a terra. Il giudice fondava il giudizio di responsabilità dell’accusato sulla scorta delle dichiarazioni testimoniali della persona offesa che trovavano riscontro negli accertamenti della polizia giudiziaria lungo la sede stradale interessata dal sinistro, ovvero dal rinvenimento della carcassa del cane che risultava riconosciuto nell’immediatezza dal medesimo proprietario. Pertanto ne riconosceva la penale responsabilità a causa dell’omessa custodia dell’animale uscito dalla pertinenza abitativa del proprietario prospiciente la strada, invadendo appunto la sede stradale costituendo così ostacolo imprevedibile alla marcia del ciclomotorista.

Ebbene, proposto ricorso per cassazione, il consesso di legittimità, richiamando precedente giurisprudenza, ha precisato che «la posizione di garanzia assunta dal detentore di un cane impone l’obbligo di controllare e di custodire l’animale adottando ogni cautela per evitare e prevenire le possibili aggressioni a terzi anche all’interno dell’abitazione (…) laddove la pericolosità del genere animale non è limitata esclusivamente ad animali feroci ma può sussistere anche in relazione ad animali domestici o di compagnia quali il cane, di regola mansueto così da obbligare il proprietario ad adottare tutte le cautele necessarie a prevenire le prevedibili reazioni dell’animale».

Ed inoltre i giudici di merito hanno «adeguatamente rappresentato come l’insorgere della posizione di garanzia relativa alla custodia di un animale prescinde dalla nozione di appartenenza, di talché risulta irrilevante il dato della registrazione del cane all’anagrafe canina ovvero dalla apposizione di un micro chip di identificazione, atteso che l’obbligo di custodia sorge ogni qualvolta sussista una relazione anche di semplice detenzione tra l’animale e una data persona» in quanto la norma incriminatrice «collega il dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso, da intendere come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria un rapporto di proprietà in senso civilistico» (cfr. Cassazione, Sez. IV Penale, Sent. 14189/2021).

Minaccia di un danno ingiusto

minaccia di un danno ingiustoIn questo contributo propongo un caso curioso, non tanto per la fattispecie di reato, minaccia di un danno ingiusto, la cui consumazione è abbastanza ricorrente e sanzionata, ma, a mio avviso, per il comportamento singolare assunto da due imputati poi condannati. Ora, premesso che il dispositivo dell’art. 612 del Codice penale punisce “Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno”, tuttavia, per la sua integrazione non rilevano le modalità utilizzate per porla in essere a condizione che trattasi di un atteggiamento intimidatorio riguardante la sfera morale del destinatario della stessa.

Ebbene, nel caso in esame, due persone al cospetto di un appartenente alle forze di polizia intento ad un controllo su strada, peraltro in uniforme di ordinanza, proferivano l’uno le seguenti parole: “stai attento a quello che fai perché stai solo abusando della divisa che indossi, adesso ti faccio vedere chi sono io”; mentre l’altro: “Tu non sai chi sono io; io sono il sindaco di (omissis) e tu non prendi i documenti da nessuno. Tu non sei in servizio e stai solo facendo abuso della divisa che indossi. Devi vergognarti e se non la smetti di farmi perdere tempo adesso ti arresto; sono nelle possibilità di farti arrestare perché stai abusando della divisa. Riferirò tutto al prefetto (omissis) e al Questore di come ti sei comportato. Stai scherzando col fuoco. Il tuo è un abuso e se non la finisci ti arresto. Arresto te e ho il potere di arrestare altri dieci carabinieri”. (Minaccia di un danno ingiusto).

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