Permessi di necessità

permessi di necessitàIn materia di Ordinamento penitenziario, i cosiddetti permessi di necessità, di cui l’art. 30 Legge 26 Luglio 1975, n. 354 (Norme sull’Ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), possono essere concessi “ai condannati e agli internati” nel caso ricorra un “imminente pericolo di vita di un familiare o di un convivente”, al fine di “recarsi a visitare, con le cautele previste dal regolamento, l’infermo”. Analogamente, gli stessi “permessi possono essere concessi eccezionalmente per eventi familiari di particolare gravità”. Tanto premesso, la cassazione è tornata sul tema allorché il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato il reclamo proposto dal Pubblico ministero avverso il provvedimento con cui il Magistrato di sorveglianza aveva accordato a un detenuto il permesso di «uscire dall’istituto di pena per partecipare, sotto scorta, ad un evento culturale collettivo, organizzato dall’area trattamentale dell’istituto stesso». Avverso tale ordinanza ricorreva il Procuratore generale denunciando violazione di legge poiché, come sopra richiamato, i permessi di necessità potrebbero essere consessi «solo nel caso di imminente pericolo di vita di un familiare, o per altri eventi familiari di particolare gravità», sicché, puntualizza il ricorrente, la «partecipazione ad un evento culturale, pur se inserita in ambito trattamentale, non rivestirebbe tali finalità, che sarebbero tassative». Ebbene, tale disciplina, ribadisce la cassazione, «è stata sempre interpretata, in sede di legittimità, nel senso che (…) per l’ottenimento (…) del permesso di necessità debbano sussistere i tre requisiti dell’eccezionalità della concessione, della particolare gravità dell’evento giustificativo e della correlazione dello stesso con la vita familiare, in modo che il relativo accertamento tenga conto dell’idoneità del fatto ad incidere nella vicenda umana del detenuto (…), senza che, per questo, debba trattarsi necessariamente di un evento luttuoso o drammatico. Quel che si ritiene assumere determinante importanza è la sua natura di evento non ordinario, del tutto al di fuori della quotidianità, sia per il suo intrinseco rilievo fattuale, sia per la sua incidenza nella vita del detenuto, sempre in relazione alla sua sfera familiare, e conseguentemente nell’esperienza umana della detenzione carceraria». Pertanto, con «tale prospettiva, è stata ritenuta decisiva (…) l’influenza che assumono il ruolo della famiglia e il contatto diretto con i suoi componenti». E ancora, in tale ambito, i permessi di necessità sono inquadrati «come un beneficio di eccezionale applicazione, cui resta estranea la finalità trattamentale (inclusa quella di genericamente attenuare l’isolamento del detenuto, attraverso il mantenimento di stabili relazioni familiari e sociali». E anche laddove «si è ritenuto che, ai fini della concessione del permesso di necessità, fosse sussumibile nella nozione della particolare gravità (…) l’evento afferente alla strutturazione progressiva di una condizione che, all’esito di un periodo sensibilmente lungo, si faccia apprezzare in termini di particolare gravità per la vita (…) del detenuto (…) ha ritenuto legittima una concessione fondata sull’assenza di visite dei congiunti, protrattasi per più di un biennio a causa di oggettive difficoltà dei medesimi di raggiungere il luogo in cui il congiunto era ristretto – mai si è dubitato che il perimetro entro cui l’evento dovesse inscriversi fosse esclusivamente quello familiare». Perciò, così inquadrata la questione: «l’impiego del permesso di necessità, per consentire al detenuto richiedente, privo dei requisiti per l’ottenimento del beneficio penitenziario adeguato, di partecipare ad iniziative costituenti parte del percorso trattamentale, obiettivamente esula dall’ambito di applicazione» della norma di riferimento. Ne consegue quindi l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza impugnata in accoglimento del ricorso del Procuratore generale (cfr. Corte di Cassazione, Sez. I Pen. Sent. 45741/19 del 25/09/2019).

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