Riflessione sul Mobbing

riflessione sul MobbingSpunti di riflessione sul Mobbing. Dall’Etologia comparata di Konrad Lorenz, alla Sociologia di Max Weber, all’attuale Mobbing lavorativo. Secondo una definizione abbastanza convergente, il termine Mobbing, in principio, preso in prestito dell’Etologia comparata, fu utilizzato dall’etologo austriaco Konrad Zacharias Lorenz (1903-1989) per indicare nel mondo animale la condotta violenta tra individui della stessa specie, che come conseguenza produce una forma di autoesclusione dal gruppo di appartenenza. Secondo altri, invece, il termine Mobbing «si usa quando uccelli migratori disposti in cerchio per proteggere le femmine ed i pulcini, agitano le ali e urlano all’avvicinarsi di un uccello rapace pericoloso per scacciarlo, si feriscono tra loro con colpi di becco e di ala» (cfr. Villanova, 2006, p. 181). In ogni caso, il Mobbing si distingue da altre fattispecie di atteggiamenti poiché risulta comunque caratterizzato da un comportamento aggressivo e reiterato nei confronti e a danno di altri, azione aggressiva che, nel caso umano, può manifestarsi sia in forma verbale, sia fisica. Ebbene, se per Charles Robert Darwin (1809-1882) l’aggressività è una lotta per la sopravvivenza che chiama in causa tutti gli esseri viventi, per Lorenz, invece, l’aggressività fra esseri animali della stessa specie agisce al fine della selezione di gruppo, così da fare emergere i soggetti migliori che saranno poi gli stessi [investiti] della riproduzione. Perciò, nell’ambiente umano, il Mobbing può essere considerato come una vera e propria patologia sociale che, quanto meno in origine, si manifesta come un comportamento di vessazione emozionale verso un altro individuo e procede secondo un continuo processo distruttivo ai danni della vittima designata, tutto ciò per mezzo di atteggiamenti ostili non necessariamente manifesti. Sicché, nel contesto lavorativo, il termine Mobbing fu impiegato per la prima volta dallo psicologo tedesco Heinz Leymann (1932-1999) per definire una serie di condotte volontarie, frequenti e aggressive ai danni di un lavoratore compiute da un suo superiore o collega di lavoro; ma, fatti salvi alcuni casi specifici, lo stesso Leymann classifica come Mobbing «quegli eventi che si ripetono almeno una volta alla settimana, costituendo una seria forma di stress sociale», anche se, quindi, il criterio di valutazione resta quello della «continuità contrapposto all’occasionalità» (cfr. Bisio, 2009, p. 63). Ne deriva, nella sostanza, che in genere il Mobbing è caratterizzato da un processo per così dire in crescendo, nel senso che da latente procede verso forme più manifeste di ostilità nei riguardi della vittima designata. Tuttavia, a mio avviso, un’altra caratteristica del Mobbing sta nelle contrapposte parti riguardo al potere che l’una ha sull’altra, si pensi per esempio ad un capoufficio o caporeparto nei confronti di un loro sottoposto, piuttosto di un dipendente con maggiore anzianità di servizio → Riflessione sul Mobbing → Continua a leggere suSociologia On-Web”.

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Salute e carcere

Salute e carcere è un titolo per certi versi, forse, provocatorio, perché se è vero che il diritto alla salute sancito dall’art. 32 Cost. riguarda la genericità degli individui, ovvero senza distinzione per razza, appartenenza, status sociale, orientamento di qualsivoglia natura, eccetera, è altrettanto vero che quando la questione riguarda le persone private della libertà … Leggi tutto Salute e carcere

Salute e sanità

La riforma del “Trattamento Sanitario Obbligatorio” dopo sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato le condanne per diciassette operatori sanitari imputati per la morte del maestro elementare deceduto dopo circa quattro giorni di agonia durante i quali era stato tenuto a digiuno e legato nel reparto di psichiatria del nosocomio. Napoli 30 giugno 2018, … Leggi tutto Salute e sanità

Danni da vaccinazione

La Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi con riguardo al giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”, promosso dalla Corte d’Appello di … Leggi tutto Danni da vaccinazione

Salute e giustizia

Salute e giustizia. A proposito di falsi dentisti e tutela della salute del cittadino, quando si procede per il reato di esercizio abusivo della professione di odontoiatra, è legittimo il sequestro preventivo dello studio dentistico e delle relative attrezzature ed apparecchiature. Nel merito, erano stati considerati elementi posti a fondamento dell’ipotesi di reato sia l’atteggiamento del titolare e delle tre impiegate con funzione di assistenti di poltrona, tutti vestiti con camice verde; sia la struttura dello studio, dotata di tre sale; nonché l’assenza nello studio di un medico odontoiatra abilitato all’esercizio della professione. Sulla base di ciò, la verifica della probabilità di effettiva consumazione del reato non può estendersi fino ad un vero e proprio giudizio di colpevolezza, essendo sufficiente la semplice indicazione di una ipotesi delittuosa in relazione alla quale sussista la necessità di escludere la libera disponibilità della cosa pertinente a quel determinato reato, potendo essa aggravarne o protrarne le conseguenze. Sicché, in tale ottica: «l’assenza di medici odontoiatri all’interno della struttura, la presenza di documentazione fiscale attestante una collaborazione di medici odontoiatri alle attività eseguite nella struttura estremamente modesta rispetto alle dimensioni della stessa, la qualità del ricorrente di socio accomandatario della società titolare dello studio, sono tutte circostanze che, allo stato, sulla base di criteri logico-giuridici di valutazione non manifestamente illogici, possono correttamente essere ritenute quali indizi da cui desumere l’abusivo esercizio di una professione, quella odontoiatrica, per il cui svolgimento è necessaria l’abilitazione statale» (cfr. Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, Sentenza n. 13307/18, decisa il 22 febbraio 2018). La foto in alto, a sinistra del testo, è tratta da Google Immagini.

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